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Impara l'arte


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Silenziosa, ma vincente

È possibile che olio e acqua si combinino? No. Si possono emulsionare, se si sbattono, ma l’emulsione non dura. Così è dei matrimoni chiamati, eufemisticamente, misti, cioè formati da un credente e un incredulo.

A volte, i due si sposano contro la volontà di Dio, sperando per il meglio e poi trovano il peggio. Altre volte, uno dei coniugi si converte, dopo il matrimonio.
Sia come sia, fra i due, nella coppia, c’è una differenza abissale.
Uno ha la natura divina (2 Pietro 1:4) e l’altro ha solo una natura carnale (Giovanni 3:6). Uno ha la mente di Cristo (1 Corinzi 2:16) e l’altro è spiritualmente cieco (2 Corinzi 4:4). Uno pensa alle cose del cielo e l’altro alle cose della terra (Colossesi 2:2). Uno vuol fare la volontà di Dio e l’altro, anche senza rendersene conto, fa la volontà di suo padre, l diavolo (Giovanni 8:44).
Che si fa allora? Un matrimonio è sempre, in ogni caso, un matrimonio e non si deve rompere. Perciò si deve cercare di farlo funzionare.
Per le mogli di un marito “difficile” (ricordiamo che, a quei tempi, i matrimoni non si facevano per amore e per scelta, ma erano combinati dalle famiglie) l’apostolo Pietro ha una ricetta ispirata dallo Spirito Santo e tanto e tanto vera quanto la via della salvezza e la santificazione.

Sottomissione

La moglie di un marito non credente, non dovrebbe dimenticare il suo ruolo di aiuto e di collaboratrice del suo coniuge, assegnatole da Dio fina dal principio.
Quando diventa credente, anche se sa di avere trovato la verità e di avere capito delle verità che il marito non conosce ancora, non deve in nessun modo diventare combattiva e arrogante.

Rispetto e lealtà assoluti

Il rispetto, l’ammirazione e la devozione per il marito non devono diminuire. E neppure la “castità”. Questo, mi pare non riguardi tanto la purezza o la fedeltà coniugale della moglie, di cui non ci dovrebbe essere ragione di dubitare, ma dell’impegno a non fare ingelosire il marito, dandogli l’impressione che i fratelli e la chiesa siano diventati più importanti di lui.

Silenzio

Pietro afferma che i mariti saranno guadagnati “senza parola”, osservando il comportamento delle mogli. Questo certamente è l’ingrediente più difficile della “ricetta”. Ma c’è e deve essere usato.

Amore attivo e spirito di pace

Un marito non credente dovrebbe essere circondato di amore (espresso a parole, con azioni gentili e, perché no, anche a letto) e di premure. E soprattutto da un atteggiamento pacifico.

E per il marito?

Pietro ha una ricetta universale, sia che la moglie sia credente o non lo sia. Tenere conto della fragilità emotiva delle donne, del loro bisogno di amore, di delicatezza e di tenerezza.
Ricette facili? No, addirittura umanamente impossibili. Ma efficaci se credute e applicate con la forza del Signore e il desiderio di fare piacere a Lui.