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Vivi la Parola


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Le nazioni si prostreranno davanti a Dio

Bandiere Nazioni Unite Bandiere Nazioni Unite

Salmo 67:4-7


Le nazioni gioiscano ed esultino,
perché tu governi i popoli con giustizia,
sei la guida delle nazioni sulla terra. [Pausa]
Ti lodino i popoli, o Dio,
tutti quanti i popoli ti lodino!
La terra ha prodotto il suo frutto;
Dio, il nostro Dio, ci benedirà.
Dio ci benedirà,
e tutte le estremità della terra lo temeranno.


L’autore del salmo ricorda che Dio guida le nazioni con equità e giustizia. Lode spontanea per questa cura divina è la reazione dovuta.

È evidente che il mondo è nel caos più totale. Le nazioni soffrono sotto il comando di governi totalitari. Guerre civili divampano a causa dell’odio tra religioni o etnie. Ostilità decennali tra paesi provocano conflitti armati. Calamità naturali mietono distruzione e sofferenza.

Dov’è Dio in tutto questo? Secondo questo salmo, Egli è attivo su due fronti: sta giudicando le persone e sta attirando i suoi a sé. Egli è all’opera e la sua gloria sarà manifestata. Un giorno, ogni ginocchio si piegherà e ogni uomo e donna riconoscerà la sua maestà e signoria.

Romani 14:11-12
infatti sta scritto: «Come è vero che vivo», dice il Signore, «ogni ginocchio si piegherà davanti a me, e ogni lingua darà gloria a Dio». Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.

Filippesi 2:9-11
Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Noi credenti, come reagiremo a queste verità?
Prima di tutto, abbiamo la ferma certezza che Dio ha il pieno controllo di ogni cosa. Non ci ha abbandonati nelle mani di governanti malvagi, ma ci cura e ci scruta con attenzione continuamente. Egli sta compiendo i suoi scopi perfetti, perciò non abbiamo motivo di preoccuparci.

In secondo luogo, abbiamo la responsabilità di raggiungere le nazioni con il Vangelo. Dio ha scelto di usare i suoi per raggiungere i perduti. Dobbiamo farlo ad ogni costo.

2 Timoteo 2:8-10
Ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Durante il ministero di Paolo, alcuni avevano messo in discussione la sua autorità e i suoi metodi a causa delle sofferenze che pativa. Ma egli ricorda ai suoi lettori tutta la potenza e veridicità del Vangelo: Gesù è risorto, ha sconfitto il peccato e la morte! La sua parola non è impedita dal volere dell’uomo o dagli schemi del diavolo. Paolo era certo che ci fossero degli eletti di Dio che avevano bisogno di essere salvati. Era il suo dovere sopportare tutto per amore di quelli che avrebbero creduto alla buona novella.

Paolo ha vissuto in un periodo di grande ingiustizia, in cui molti popoli erano dominati da altre nazioni e soprusi sociali erano la norma. Ma, invece di concentrarsi sulle colpe dei governi, rivolgeva la sua attenzione sempre sulla sola e vera speranza, il Vangelo che trasforma i cuori delle persone.

Spargere il Vangelo nel mondo deve essere la nostra priorità: proclamare Cristo e istruire i credenti delle chiese locali, facendo loro discepoli di Cristo. Oggi molti credenti e missionari fanno grandi sforzi per soddisfare i bisogni materiali, piuttosto che quelli spirituali, delle persone. Benché sia una cosa nobile da fare, non deve rimpiazzare la nostra responsabilità primaria di affrontare lo stato spirituale degli uomini. Questo salmo ci esorta a riconsiderare il nostro impegno nel raggiungere i perduti intorno a noi e nel mondo intero.

Romani 1:14-17
Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti; così, per quanto dipende da me, sono pronto ad annunciare il vangelo anche a voi che siete a Roma. Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».

Quattro cose devono essere chiare nella nostra mente.
Primo: come credenti siamo in obbligo, predicare il Vangelo è una nostra responsabilità.
Secondo: dobbiamo essere pronti ad agire.
Terzo: non dobbiamo vergognarci. Il messaggio che predichiamo non è nostro, è la potenza di Dio.
E infine, dobbiamo essere fedeli, perché Dio ha stabilito che il suo messaggio sia proclamato dai suoi figli.

Che Dio ci benedica e ci usi per raggiungere i perduti per Cristo! È la sola speranza per un mondo nella disperazione.