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La Voce del Vangelo


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La VOCE giugno 2015

La soluzione unica ai problemi del mondo

Sapevi che esiste? È un oggetto di valore inestimabile.
Eccone una brevissima descrizione vera e dimostrabile al cento per cento: “È perfetto, è veritiero, rende saggio il semplice; è limpido, illumina gli occhi, è puro, sussiste per sempre (cioè, non si consuma, non si esaurisce, non s’invecchia, non si trasforma: è eterno!).
Anzi, contiene solamente parole che “sono tutte quante giuste, rallegrano il cuore; sono verità, sono più desiderabili dell’oro, più di molto oro finissimo; sono più dolci del miele, di quello che stilla dai favi”.
Se hai capito che si tratta della più straordinaria raccolta di libri che esiste al mondo, sai bene di cosa parlo. Contiene cose che non esistono in nessun altro tesoro al mondo.

Il guaio è che proprio chi ne ha bisogno è convinto che non esista una verità simile, una risposta definitiva ai problemi personali, nazionali e mondiali. Il nemico, senza scrupoli e senza alcun senso morale, con menzogne infami ha ingannato tutti i popoli della terra. Nessuno riesce a trovare soluzioni, ma solo problemi che aumentano e si ingrandiscono pericolosamente, creando paura, terrore e disperazione.
La soluzione c’è e la gente non lo sa! Potresti tu collaborare con me nel compito più meritorio e entusiasmante che esiste? Portare, cioè, questo tesoro alla conoscenza di più gente possibile? Ecco, mi spiego. Continua a leggere.


La Parola di Dio è sorpassata?

Attenti ai venditori di saponette! O di tappeti orientali! O di nuove dottrine! Senza minimamente voler offendere chi vende sapone o tappeti, a volte, l’eccessivo entusiasmo del venditore per i suoi prodotti può mascherare un inganno.

Non esiste alcun motivo per dubitare che la Parola di Dio, tale e quale come la copia che teniamo in mano – il Nuovo Testamento scritto circa duemila anni fa e l’Antico Testamento scritto addirittura seimila anni fa – sia attuale, veritiera o efficace.
Oggi si propongono nuovi modi di predicare, nuovi metodi di interpretare le Scritture, nuove “scoperte” dal testo originale, che vorrebbero dimostrare che “l’antichità” deve essere rinchiusa nel museo o addirittura eliminata.
Niente di più sbagliato (se qualcuno che è stato ingannato lo affermasse) e niente di più ingannevole (se qualche venditore di “fumo” patentato lo proponesse).

L’Apostolo Paolo ha ribadito con certezza in che modo il giovane Timoteo, istruito da sua Mamma e sua Nonna nelle Scritture dell’Antico Testamento scritto migliaia di anni prima, poteva essere salvato. “Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati. Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate, e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle Sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù” (2 Timoteo 3:13-15).

Paolo sapeva senza alcun dubbio che la Parola di Dio non invecchia, e che nemmeno una delle sue dottrine diventa sorpassata. Perciò Timoteo poteva essere salvato non solo per mezzo di quelle parole, ma addirittura soltanto per mezzo di quelle parole, e non per le parole ingannevoli di chi le screditava mettendole in dubbio.

Paolo insisté inoltre che “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16,17).

Primo: Con la parola “ogni” Paolo ha affermato in modo inequivocabile, specifico e definitivo, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, che non esiste nelle Sacre Scritture una sola parola che non sia stata ispirata da Dio. Le parole sono lì perché Dio ha voluto che fossero lì, e perché Dio stesso garantisce che non affermano il falso.
Ovviamente, chi legge con cura le Sacre Scritture scoprirà che contengono citazioni di Satana, il Maestro bugiardo, e anche, a volte, di uomini increduli. Paolo non intendeva dire che le loro parole fossero vere, ma che l’affermazione delle Scritture che conteneva quelle parole false era invece un’affermazione vera.

Secondo: Paolo parlava soltanto di ogni Scrittura ispirata da Dio, e non di qualunque parola che qualsiasi persona, antica o moderna, spacciava come proveniente da Dio. Attraverso la storia, migliaia di falsi profeti hanno sostenuto che le loro strane predizioni, i loro incredibili sogni, le loro deliranti dichiarazioni fossero parola di Dio, ma ciò era ed è ovviamente falso. Non importa quanti seguaci abbiano o quante persone li credano. Paolo dice che soltanto le parole scritte nelle Sacre Scritture sono ispirate da Dio.

Terzo: Paolo afferma che ogni singola parola messa per iscritto e inclusa nelle Sacre Scritture è “ispirata da Dio”, in un modo miracoloso, impossibile da spiegare adeguatamente o da rifare. L’ispirazione esclude errori dell’autore umano. Non è un esercizio spirituale che l’autore ha cercato di svolgere con le sue forze per trascrivere più o meno fedelmente. Non è nemmeno una parola scritta da lui mentre un altro muoveva la sua mano o gli dettava quello che doveva scrivere. Ogni scrittore biblico ha scritto la frase usando il proprio vocabolario e stile di scrittura.

L’Apostolo Pietro spiega questo processo, che coinvolge sia Dio sia l’uomo, così: “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:20,21).

Le Sacre Scritture non sono frutto dei pensieri fortuiti, teorie, visioni umane, perché “nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale” e “nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo”. La Bibbia non è nata dalla bravura di un uomo, per quanto dotato o intelligente, né dalle capacità di un indovino, un mago o un falso profeta, “ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”. Mossi dal soffio dello Spirito, come una barca dal vento.

Per questo motivo, Paolo ha scritto a Timoteo due verità assolutamente necessarie di cui tenere conto. Primo, le Sacre Scritture sono perfettamente adatte in qualsiasi tempo e sono “utili a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia”, cioè a servire a tutti i bisogni della chiesa nel mondo. E, secondo, sono sufficienti perché qualsiasi uomo o donna che serve Dio sia “ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16,17). Non esistono né mai esisteranno altri scritti che possano sostituire o “completare” il testo biblico.

Tu ed io, senza essere dei grandi professori di teologia, di psicologia o specialisti di lingue originali, possiamo fidarci della Bibbia e insegnarla ad altri.
Diamoci a fare!


POSSIAMO CREDERE! La BIBBIA è infallibile!

Proprio oggi, che esiste un bisogno impellente di verità, di conoscere e far capire la verità, di basare la propria vita sulla verità, aumenta la cecità, la sordità, l’incredulità.

La Parola di Dio o, per dirlo in modo insolito ma vero, le parole di Dio sono l’unica speranza per il mondo, per l’Italia, per noi, i nostri parenti e vicini. Infatti, “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:17). Gesù, pregando per i suoi discepoli, ha specificato che cos’è la verità: “Santificali nella verità: la tua parola è verità” (Giovanni 17:17).

Non stupisce che i non credenti, gli atei e coloro che si fanno influenzare dalle moderne teorie contro Dio, rinneghino e combattano la verità. Né che migliaia di persone, piuttosto ignoranti e malinformate, credano ciecamente a questi attacchi alla Parola di Dio, senza fare alcuna ricerca per conto proprio.

Stupisce invece che migliaia di persone, anche studiose, si dichiarino credenti e cristiane, mentre rinnegano spudoratamente quelle parti della Bibbia che non vanno d’accordo con le loro teorie, interpretazioni e pretese di conoscenze approfondite.
O che potrebbero offendere i loro colleghi, amici e collaboratori. E, per dirla tutta, danno fastidio al loro modo di vivere e comportarsi.

A questo punto, bisogna ammetterlo, alcuni credenti sinceri e timorati di Dio cadono nella trappola di non sentirsi abbastanza intelligenti o esperti da poter contraddire qualcuno che mette in dubbio una dottrina o un’affermazione della Bibbia. Così danno ragione ai lori pastori o insegnanti, pur ammettendo che alcune cose che professano ora non sono esattamente come sono state loro insegnate alcuni anni fa.

Potremmo gridare ad alta voce come ha fatto uno dei profeti di Dio: “«Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!” (Isaia 8:20). In effetti, Isaia avvertiva che i credenti non devono dare retta a nessuno, né cercare consigli o insegnamento di nessuno che non si attiene strettamente alla Parola di Dio.

L’evangelista Luca lodava i nuovi credenti Ebrei della città greca di Berea per la loro attenzione vigile a ciò che veniva loro insegnato da Paolo: “Or questi erano di sentimenti più nobili (cioè, erano più disponibili a cercare la verità) di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così” (Atti 17:11). Questi credenti non erano disposti ad accettare nessun insegnamento degli apostoli che contraddicesse “le Scritture” dell’Antico Testamento.

Credevano nell’Antico Testamento, l’autentica e infallibile Parola di Dio. Ogni dottrina predicata doveva essere confrontata e confermata da esso. Si potrebbe dire che i credenti bereani erano sia “aperti” che “chiusi”, aperti a ogni insegnamento chiaramente rivelato nell’Antico Testamento, ma chiusi a qualsiasi altro insegnamento – non importava da parte di chi – che non poteva essere confermato dalle Scritture.

Questo è ovviamente ciò gli Apostoli stessi hanno insegnato, approvato e promosso ed è l’unico modo per valutare la veridicità di qualsiasi dottrina proposta o insegnata oggi. Se non è conforme alle Sacre Scritture, compresi sia l’Antico che il Nuovo Testamento, non è Parola di Dio e nella Chiesa non merita né rispetto né fede, ma rifiuto e condanna. Senza indugi. Senza compromessi.