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La Voce del Vangelo


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La VOCE novembre 2015

La VOCE novembre 2015 Foto di Mstyslav Chernov

Le fotografie sono davvero sconvolgenti: persone anziane, madri con bambini piccoli, e folle di giovani pronti a ribellarsi e protestare con rabbia se non saranno trattati bene. Sono in viaggio, ma non sanno dove vanno né se arriveranno mai a una qualche destinazione. Tutto sembra lasciato al caso.
E poi le salme di grandi e piccoli recuperate in mare spesso senza neanche un documento addosso per essere identificate, così da rendere impossibile rintracciarne parenti per far sapere dove sono finiti i loro cari…
Le crude immagini di migliaia di persone che si avviano lungo le rotaie di qualche ferrovia abbandonata, fanno pensare che mai e poi mai questa gente, senza nome e senza passato, troverà un’accoglienza decente, una casa, un lavoro e una vita di pace in un’Europa che non li vuole.
Ma che mondo è questo nostro, che spinge milioni di persone ad una ricerca alla cieca di protezione, aiuto, soccorso, di una nuova patria e di una vita dignitosa? Non posso guardarle senza provare un profondo disagio, perché non saprei dire loro come fare, o cosa fare, per rifarsi una vita.
E se neanche il governo, o lo sforzo collettivo di tanti Paesi messi insieme, riuscisse ad aiutare questi milioni di immigranti illegali a trovare, soprattutto per i loro figli, un pezzo di terra o una casa da cui ricominciare?
Possiamo noi, come credenti, abbandonare queste persone alla loro sorte, senza speranza e senza aiuto?  Pensiamo…


MA COSA TI ASPETTAVI?

Ma finiranno mai le guerre, le ribellioni e le persecuzioni? La gente trova la morte oramai a migliaia, non solo nei bombardamenti, non solo decapitata in ginocchio sulla spiaggia, ma anche sulle barche e sui gommoni con cui tenta di sfuggire alla morte.

Mentre parlava ai suoi discepoli di futuri disastri di ogni tipo, Gesù voleva anche incoraggiarli dicendo: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine.
“Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori. Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda” (Matteo 24:6-10). Ecco come Gesù ha descritto gli ultimi tempi: pericoli e morte, anche per i cristiani.

Non avrai mica creduto che il mondo sarebbe andato avanti sempre allo stesso modo, malgrado la corruzione, l’immoralità e l’omicidio di milioni di bambini non ancora nati? Malgrado l’adorazione di idoli e statue di ogni tipo – la follia degli stolti che Dio giudicherà perché Lo odiano? Pensavi che fosse possibile non solo ignorare il Creatore e bestemmiare il suo nome, ma addirittura ribellarsi a Lui e innalzare l’uomo peccatore come dio? No, non è possibile!

Credevi che i turbamenti internazionali, la crudeltà grossolana e spicciola, l’egoismo dei capi dei governi e delle industrie che servono solo se stessi, la depravazione dei pedofili, degli stupratori di bambine e della gente che per pochi euro ammazza le vecchiette potrebbero tutti continuare per sempre, andando di male in peggio? No! Non è possibile!

Finché esiste un Dio santo e onnipotente, finché esiste un Dio sovrano e giusto, il male non potrà protrarre all’infinito la sua insana e disumana corsa. Però, quando Dio interverrà in tutta la sua potenza e giustizia, non saranno giudicati soltanto i grandi corruttori e i signori della malvagità, ma anche ogni essere umano che si compiace della propria “piccola” ingiustizia, immoralità e orgoglio.

Dio giudicherà non solo i criminali, ma anche i credenti che si sono fatti una religione a proprio piacere e consumo. Giudicherà non solo i bestemmiatori, ma anche tutte le persone che pregano ogni giorno a qualsiasi essere o immagine che non sia Dio. La gente ingannata spera di meritarsi, con preghiere, processioni e riti, con novene, oboli e rosari, ciò che desidera. Ma sono tutte cose che Dio non ha mai chiesto o approvato. No, no! Anche queste saranno giudicate!

Perciò, ho un profondo dolore per gli immigranti sofferenti, ma anche per la gente “per bene”. Vorrei tanto che qualcuno offrisse un bicchiere d’acqua a chi ha sete, ma anche che tu offrissi il vangelo a chi prega e fa opere di sacrificio per meritarsi il perdono e la salvezza! Gesù Cristo è stato il perfetto e l’unico sacrificio per il peccato gradito a Dio, e da duemila anni è il Salvatore di ogni persona che crede in Lui solo, e confessa i propri peccati non a un uomo, ma a Cristo stesso.

Se tu puoi offrire un bicchiere di acqua a chi ha sete, fallo! Se puoi offrire o pagare un letto per chi non ha un tetto, fallo! Ma se tu puoi dire la verità con amore a chi soffre e lotta cercando e illudendosi di guadagnarsi la salvezza, fallo! E se puoi offrire un Vangelo a chi non l’ha letto, fallo!

E, nel frattempo, prega per gli uni e per gli altri. Questa è la volontà di Dio.

Guglielmo Standridge


Non è un piano umano

Nessun essere umano poteva mettere a punto un progetto tanto perfetto, generoso, potente e amorevole come lo è il piano divino di perdonare i peccati e salvare il peccatore, facendo di lui un figlio di Dio stesso.

Nell’Apocalisse è scritto di una grande festa in cui si canterà gloria al Salvatore Gesù, l’Agnello di Dio che si è sacrificato per i nostri peccati. “Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra»” (Apocalisse 5:9,10).

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto per portare in paradiso, come trofeo e trionfo della Grazia, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. Nessuno dimenticato! Nessuno troppo cattivo, troppo ignorante, troppo lontano da Dio!
Chi sa che Dio non stia raccogliendo in Europa queste masse di immigranti che nei loro paesi d’origine non hanno mai potuto ascoltare il Vangelo, proprio affinché incontrino qui quel credente che testimonierà loro di Cristo e della sua salvezza! Sappiamo soltanto che attualmente, a motivo delle grandi difficoltà e pericoli nei loro paesi, centinaia di migliaia di persone cercano rifugio tra noi.

Preghiamo per chi, in ogni nazione, potrà testimoniare loro, che lo faccia con serietà e amore. E preghiamo anche che siano salvati in gran numero questi immigranti da molte nazioni, lingue, tribù e popoli, prima che il Signore torni a prendere la Chiesa con sé.

Forse sarai tu a testimoniare a qualcuno di loro!

Lo avete fatto a me

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?”
E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. (Matteo 25:31-40)