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La Voce del Vangelo


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La VOCE febbraio 2020

Il 14 febbraio, la festa degli innamorati.

Chissà quante tonnellate di cioccolatini si vendono in questo periodo! Ai negozianti e ai fiorai poco interessa se le belle confezioni che ti propongono siano delle autentiche espressioni d’amore. Siamo noi che, bersagliati dalla pubblicità, pensiamo che il vero amore si misuri in gesti come questi. (O, perlomeno, vorremmo che fosse così semplice…)

Sarebbe bello se le occasioni come la festa degli innamorati ci portassero a riflettere su come migliorare il nostro matrimonio. Voglio sperare che sia così per molti.

Temo, però, che per troppe coppie serva solo a sottolineare quanto sia poco soddisfacente il loro rapporto.

Regali, piccoli o costosi, e i sorrisi di circostanza nascondono tanta amarezza, e tanta animosità stratificata negli anni. 

La cosa triste è che con questa ipocrisia vivono anche tante coppie di credenti. La domenica si vestono di bei sorrisi e ti rispondono “Tutto bene” se gli domandi come va, mentre la loro vita famigliare va a rotoli, e a casa magari regna l’inferno. 

Che fine potranno mai fare matrimoni del genere? C’è una via d’uscita per evitare di peggiorare le cose?  

Quel fuoco in petto mi ha bruciato gli abiti

 Secondo le statistiche l’Italia ha la percentuale più alta di tradimenti in Europa: il 45% tradisce il coniuge. Pur essendo considerato un popolo religioso, la fede degli italiani non funge da deterrente all’infedeltà.

Come credenti biblici, ci aspetteremmo che nelle nostre chiese evangeliche la situazione fosse totalmente diversa – e spero davvero che questa statistica non rispecchi la nostra realtà – ma non è saggio ignorare la grande pressione che i mutamenti negli usi e costumi della società esercita, in modo sempre più aggressivo, sulle nostre vite, sui nostri pensieri, nelle nostre chiese. Il rischio è enorme.

Ho sentito tante testimonianze di credenti caduti nell’adulterio. Tutti quelli con cui ho parlato hanno affermato in lacrime che non volevano farlo.

Per i non credenti, il punto di partenza è che l’infedeltà e i tradimenti sono cose che succedono quando si sta male in una relazione; vanno capite e giustificate.

Dio, però, odia l’infedeltà, e la condanna. Anche chi ha poca familiarità con la Bibbia lo sa. Il problema è questo: se qualcuno, pur non volendo, commette questo peccato non ha fatto il necessario per proteggersi.

Il processo che porta alla caduta, nella maggioranza dei casi, è lento, non voluto, ma MAI casuale!

Non è mai casuale perché si permette a quelle piccole crepe di espandersi e creare divisioni, amarezze, che poi apriranno la porta alla caduta.

In ogni matrimonio ci sono difficoltà: l’unione di due persone imperfette e peccatrici – seppur salvate – non basta per un “e vissero felici e contenti per il resto della loro vita”.

Quante volte ho sentito uomini parlare male delle loro mogli. 
E quante donne si lamentano dei loro mariti. 

Ho sentito coppie di credenti affermare che non si amano affatto. Eppure, si erano sposati volontariamente e convinti. Il loro non era un matrimonio per interesse né forzato da cause al di là della loro volontà. Avevano la piena facoltà di scegliere di sposarsi per amore. Si credevano innamorati, ma forse avrebbero fatto meglio a dare ascolto agli avvertimenti dei loro cari. 

L’innamoramento dura un periodo, l’amore invece è un impegno che porta frutti per tutta la vita. 

L’incompatibilità di carattere è ormai una scusa accettata per giustificare un ampio spettro di atteggiamenti e comportamenti sbagliati, da gesti e toni dispettosi, fino a tradimenti e divorzi. 

Per un figlio di Dio l’incompatibilità di carattere non può esistere: il nostro modello da seguire è il perfetto Figlio di Dio, che ha dato se stesso per noi; e pure noi dobbiamo dare noi stessi per i nostri fratelli. Tanto più quando si tratta del nostro coniuge!

La caduta nell’infedeltà è lenta ma non inesorabile

Un rapporto di coppia entra in crisi quando le insoddisfazioni e la scontentezza diventano normali, e non si fa nulla per riparare la situazione. 

Agli inizi della vita insieme si passa sopra a tante piccole irritazioni, sperando, anche ingenuamente, che senza affrontare il problema l’altro cambi spontaneamente. 

Se questo non avviene, i motivi per essere frustrati si accumulano. Quando finalmente si decide di affrontarli, ormai il peso emotivo dell’insofferenza avrà raggiunto dimensioni tali che sarà difficile aprire un dialogo che non degeneri in un duello.

L’insoddisfazione covata a lungo diventa motivo di paragone con altre coppie che conosciamo. Il coniuge che ci ferisce, ci disturba e ci rende infelici non regge il confronto con gli altri mariti sempre più premurosi, più attenti, intraprendenti, affidabili e più bravi di lui...

Di soppiatto il male ha messo le radici velenose nella coppia. È ancora molto nascosto, ma è all’opera. Certo la coppia lo avverte eccome, ma gli amici, e forse anche la famiglia, ne sono tutti completamente all’oscuro. E questo non è buono. Non è buono non affrontare i problemi nella coppia, ma non è buono nemmeno soffrire in silenzio, senza cercare aiuto esterno competente quando serve.

L’aiuto che ti rovina

La discesa verso la caduta comincia quando inizi a confidarti con un amico del sesso opposto. Ti ripeti che ti stai soltanto sfogando, nulla di male, ma (guarda caso!) trovi nell’altra persona qualcuno che sta passando la tua stessa situazione, qualcuno che finalmente ti capisce ed è esterrefatto dalla cattiveria e dall’ottusità del tuo coniuge, che non vede i tuoi pregi e che ti tratta così male.

Piano piano tra i due si forma una complicità, un’amicizia e una dipendenza che al principio sembrano del tutto innocue. 

Cercavi comprensione e l’hai trovata nella persona sbagliata. La tua discesa è avviata: passa da qualche dimostrazione di affetto a qualche abbraccio improprio, e la caduta è dietro l’angolo.

Capire dove e come la discesa ha il suo inizio è importante per poterla prevenire. Di solito sono luoghi dove passi molto del tuo tempo. Il posto di lavoro, la palestra, ma anche la chiesa e i contatti sui social.

Secondo Today, un sito di notizie online, è indubbio che le chat e i social network abbiano dato un impulso enorme ai tradimenti. “Mai come negli ultimi 5 anni”, dice l’avvocato Lorenzo Puglisi, presidente e fondatore dell’associazione Familylegal, all’Adnkronos. E continua: “Il dating online ha oramai superato il vecchio approccio vis à vis per lasciare spazio al flirting tramite smartphone. 

“L’uso di queste app è aumentato vertiginosamente”, aggiunge l’esperto, “Stando ai dati raccolti da Familylegal, nella sola Milano, il 45% dei matrimoni salta per i tradimenti scoperti da uno dei due partner e consumati su Instagram, Whatsapp, Tinder, Grinder, Badoo o Happn.”

Ormai internet ha aperto una nuova porta, se non un portone, per la caduta di molti. Ciò che lo rende ancora più pericoloso è il fatto che tradire è facile, alla portata di tutti, e sembra innocuo perché non hai una persona fisica davanti a te. E quello che inizia come un’avventura virtuale diventa presto un tradimento reale.

I pericoli sono dietro l’angolo – o lo schermo – per tutti noi, ma non è una novità. Salomone migliaia di anni fa ne ha parlato nel suo libro dei proverbi: “Uno si metterà forse del fuoco in petto senza che i suoi abiti si brucino? Camminerà forse sui carboni accesi senza scottarsi i piedi?” (Proverbi 6:27,28).

Dobbiamo proteggere i nostri matrimoni e per farlo cominciamo dall’ABC della cura delle nostre relazioni.

A come AMICIZIA

Prima di tutto dobbiamo proteggere l’amicizia intima tra noi e il nostro coniuge. 

Salomone scriveva: “Come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m’insegnava, e a non porgere l’orecchio a chi m’istruiva? Poco mancò che non mi trovassi immerso in ogni male, in mezzo all’assemblea e alla comunità. 
“Bevi l’acqua della tua cisterna, l’acqua viva del tuo pozzo. Le tue fonti devono forse spargersi al di fuori? I tuoi ruscelli devono forse scorrere per le strade? Siano per te solo, e non per gli stranieri con te. Sia benedetta la tua fonte, e trova gioia nella sposa della tua gioventù. 
“Cerva d’amore, capriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell’affetto suo” (Proverbi 5:13-19).

È chiaro che trovare soddisfazione nel posto sbagliato non è un pericolo solo moderno. La risolutezza di essere appagati dalla propria moglie, o dal proprio marito, deve essere sempre mantenuta viva. È un’amicizia, e un’intimità esclusiva che va conservata, protetta e tutelata.

Il versetto in Genesi 2:24: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne” non sta parlando solo dell’unione sessuale. Dio sta dicendo che il legame nella coppia deve essere completo; l’amicizia, l’interesse, la cura, la complicità devono essere preservate e curate. 

Considera questo: nelle Scritture, la relazione tra Adamo ed Eva, come quella di tante altre coppie che li hanno seguiti, non si era sviluppata dopo un lungo corteggiamento o un primo periodo di solo amicizia, ma il loro legame si era sviluppato e consolidato proprio nell’ambito del matrimonio stesso.

Non ci sono dubbi che esistono molte forze nemiche di quest’affinità unica, cominciando con la nostra peccaminosità e il nostro carattere. 

Ma ci sono anche altri ostacoli come i suoceri, i figli, il lavoro, gli hobby e i propri interessi che possono minare la solidità dell’amicizia esclusiva nella coppia. 

Le altre relazioni interpersonali sono certamente importanti e giuste, ma devono essere curate senza che diventino un ostacolo all’intimità di coppia.

Nulla può sostituire il duro lavoro che serve per proteggere questa intimità. 

Quando i due componenti della coppia non hanno in comune la stessa fede che li unisca spiritualmente, hanno un grandissimo muro da valicare. Non è insormontabile, ma richiede molto più lavoro. Un marito, o una moglie, che si converte dopo il matrimonio, se il coniuge non lo segue nella fede, deve lavorare duro nel curare con attenzione l’amicizia. 

Le differenze di fede sono un ostacolo non da poco, ma il Signore ci ha dato istruzioni su come preservare la relazione anche in quelle circostanze: per la moglie è la sottomissione, e per il marito un amore sacrificale che prende continuamente l’esempio da Cristo.

Praticamente una coppia che vuole far crescere la propria amicizia deve passare tempo insieme, deve far sì che quel tempo dedicato solo a loro due non subisca interferenze esterne. 

Non ci vuole tanto, basta una passeggiata, una cenetta, un programma in TV guardato insieme con un po’ di popcorn… Di idee ce ne sono molte, serve solo un pizzico di creatività e la costanza, specialmente quando i figli sono piccoli e il lavoro è tanto. Non si dovrebbe mai trascurare questa necessità.

E qui bisogna menzionare anche un’altra cosa, senza entrare nei particolari: curate il vostro contatto fisico! Troppe coppie col passare del tempo si trascurano e smettono di essere affettuose, tutto diventa scontato e normale. Anche la fiamma più forte si affievolisce se non viene alimentata.

B come BENEVOLENZA

Dopo le nozze si scopre ben presto che non si è perfetti! Certo lo si sapeva prima, ma anche il più prevenuto sarà sorpreso nello scoprire quanto lontani si è dagli ideali. 

Il motivo è la peccaminosità che è in tutti noi, e che può costituire la rovina del matrimonio.

Il nostro orgoglio e l’egoismo che è in noi ci inducono ad essere poco benevoli già di natura, e col tempo possono creare rotture profonde.

L’amarezza, il disappunto, le incomprensioni possono velocemente creare una spaccatura nel rapporto. È per questo motivo che l’apostolo Paolo scriveva: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. 

“Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo” (Efesini 4:29-31).

Non sarebbe una cattiva idea imparare a memoria questi versetti! Metterli in pratica costantemente è un antidoto contro quell’insoddisfazione che spalanca la porta all’infedeltà.

Prevenire è meglio del curare, e la prevenzione sta proprio nel modo in cui ci si parla l’un l’altra.

Stare attenti a non dire parole malvagie che offendono e fanno male, non può che far del bene a entrambi. Non dà occasioni per ritorsioni e ripicche. 

Ma c’è di meglio. 

Trovare un lato positivo al posto di una critica, commentare in modo costruttivo e pacifico, lodare, ringraziare e incoraggiare produce effetti benevoli nel rapporto. 

Ovviamente tutto questo è vano se non si è sinceri. Sarebbe solo sarcasmo, e il sarcasmo non ti fa guadagnare punti davanti al tuo coniuge. E, francamente, ci si può innamorare di qualcuno che ci tratta con sarcasmo?

Bisogna anche essere avveduti nel saper scegliere il momento giusto per dire le cose. Se uno dei due è scoraggiato o teso per qualsiasi motivo, sarà meglio aspettare un’occasione più favorevole per aprire un discorso.

Ammettiamocelo, le nostre parole sono troppo spesso motivate dall’egoismo. Diciamo ciò che abbiamo in testa senza riflettere sullo stato d’animo o sulle circostanze che nostro marito, o nostra moglie, sta passando. Invece le nostre parole dovrebbero produrre grazia in chi ci ascolta. 

Quando è stata l’ultima volta che le tue parole hanno avuto questo effetto?

Questo non vuol dire che non si debba riprendere o correggere, ma il nostro fine deve essere sempre il bene dell’altro. Nel parlare, il punto di riferimento non dobbiamo essere noi, ma l’altra persona.

Se sei come me, sai benissimo che spesso le nostre parole non passano al vaglio del chiaro comandamento di Dio in Efesini 4:29-31. Eppure, il suo scopo è il nostro bene! 

Infatti, ogni volta che non rimediamo alle cose dette avventatamente, con le quali abbiamo ferito o offeso il nostro coniuge, stiamo fornendo noi i “mattoni” di amarezza, risentimento e rabbia che finiranno con l’irrobustire quel muro di divisione che dovremmo invece abbattere. 

Nel tempo questi sentimenti non affrontati e risolti diventano un trampolino da cui lanciare nuove parole cattive.

Così si diventa sempre più agguerriti l’uno contro l’altra; le frecciate “scherzose” davanti agli estranei, le critiche, le lamentele mascherate da simpatiche battute fanno male e sono un’abitudine malsana.

Se hai cominciato a comportarti così e pensi di risultare simpatico agli occhi degli amici punzecchiando il tuo coniuge in pubblico, smettila subito! E sappilo, molto probabilmente stai solo creando imbarazzo in chi ascolta.

Spesso, proprio quando questo modo malsano di relazionarsi diventa un’abitudine, si comincia a cercare qualcuno più comprensivo, più carino nei propri confronti e, come abbiamo detto, si è spalancata la porta a quella relazione rovinosa che al principio sembra tanto innocua e utile per farci stare meglio.

C come CAUTELA

Ogni coppia deve essere estremamente cauta nelle proprie relazioni con le persone dell’altro sesso. 

C’è una regola di comportamento chiamata la “regola di Billy Graham” seguita da alcuni uomini che occupano una posizione pubblica in America. Il noto evangelista l’aveva osservata tutta la vita. Non passava mai del tempo da solo con una donna che non fosse sua moglie, nemmeno se si trattava di un pranzo di lavoro. Lo faceva per proteggere la propria integrità e per evitare qualsiasi tipo di tentazione. 

Alcuni di quelli che hanno dichiarato di seguire questa regola sono stati criticati e presi in giro dai media. Molti la considerano una precauzione inutile ed esagerata, ma lo è veramente? Meglio eccedere in cautela che in spavalderia.

L’autore dell’epistola agli Ebrei scriveva: “Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (13:4).

Onorare il letto coniugale implica proprio un’attenzione estrema a non cadere in nessun tipo di atteggiamento o comportamento non onorevole.

Oggi, grazie a internet, è facile intrattenere rapporti clandestini con persone dell’altro sesso e chattare in modo intimo, anche con persone con le quali non si avrebbe mai il coraggio di parlare nello stesso modo a tu per tu. 

Conosco diversi casi in cui le relazioni extraconiugali sono state alimentate da e-mail e messaggi privati all’insaputa totale e – stranamente –indifferenza dell’altro coniuge.

Più tempo passi a chattare o messaggiare e più breve diventa il passo da una chat intima via internet a un incontro reale.

Il marito e la moglie non dovrebbero avere account segreti di e-mail o di social media. Mia moglie ha il pieno accesso alle mie e-mail e al mio telefonino in qualsiasi momento. Io ho lo stesso diritto nei suoi confronti. Non è un segno di mancanza di fiducia reciproca. L’abbiamo deciso insieme perché sia un continuo deterrente contro qualsiasi, anche la più minima o involontaria indiscrezione.

Qualcuno penserà che io stia esagerando, ma, purtroppo, alla luce della devastazione a causa dell’infedeltà di cui sono stato testimone, nessuna precauzione è esagerata.

Ma la C sta anche per un altro aspetto dell’essere cauti: è il CURARE la propria intimità fisica. L’apostolo Paolo ne parla: “Ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. 

“La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l’uno dell’altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza” (1 Corinzi 7:2-5, il grassetto aggiunto).

Dio ci ha creati con i desideri sessuali e ha previsto che siano appagati e soddisfatti nel matrimonio.

La sessualità è un dono che Dio ha fatto, ma Satana può servirsi dei nostri appetiti sessuali e insinuarsi per guastare il piano di Dio per la coppia.

Certo è che se non si è amici, se non si è benevoli, il rapporto intimo diventa un peso più che un piacere. Quando una coppia entra in crisi, la vita sessuale, anziché essere un piacere regolare diventa un ricordo lontano di tempi migliori. 

È un argomento che deve far parte delle conversazioni normali nella coppia, e ci vuole comprensione e apertura da parte di tutti e due perché il rapporto sessuale sia una piena soddisfazione reciproca.

Detto molto praticamente: curate il vostro aspetto, curate il lato affettivo e fisico della vostra relazione. Siate disponibili e premurosi anche in questo campo.

Un modo molto semplice di essere prudenti e cauti è portare sempre la fede nuziale. Sono sorpreso da quante persone sposate non la portino più. Forse c’è un motivo pratico dietro questo: forse la fede ti va troppo larga o è stretta perché hai cambiato peso, o forse l’hai smarrita. Farla aggiustare o comprarne una nuova può essere costoso, ma esistono anche anelli di classe ma economicamente accessibili. 

Portare la fede nuziale avverte gli altri che siamo sposati. Dirai che non sia poi un grande deterrente, ma, se non altro, è una tua chiara affermazione di non essere disponibile sentimentalmente!

Onorare Dio

Un figlio o una figlia di Dio non va in cerca dell’infedeltà coniugale, ma allo stesso tempo, se cade, la sua caduta non avviene mai casualmente e senza il suo coinvolgimento. 

Esistono coppie in cui l’amicizia, la benevolenza e la cautela non necessitano di sforzi o attenzione particolari, e non rischiano l’infedeltà. La promessa fatta l’uno all’altra davanti al Signore è un deterrente sufficiente per loro. Ma nella società in generale è considerata sempre meno vincolante. 

La maggior parte delle persone pensano che in fin dei conti quando finisce un amore sia accettabile, se non auspicabile, trovarne un altro. In questo i personaggi pubblici sono stati rompighiaccio, infondendo l’idea che sia normale passare da un rapporto a un altro. 

Oltretutto ormai c’è “l’alternativa” della convivenza. Allora non si sposano più proprio per non sentirsi legati. 

Per coloro che amano Dio e che gli vogliono ubbidire non è un’opzione. 

Siamo tutti deboli, ognuno lo è, perciò dobbiamo fare di tutto per proteggere il nostro matrimonio.

Forse non pensi di essere vulnerabile, ma hai preso in considerazione che col tuo comportamento potresti contribuire a rendere tuo marito, o tua moglie, vulnerabile? 

Certo, il tuo coniuge è responsabile davanti a Dio delle sue azioni, ma assicurati che tu non sia uno strumento nelle mani di Satana per farlo cadere.

Ricostruire, risanare e ristabilire il matrimonio dopo un peccato d’infedeltà è difficile e doloroso, ma non impossibile. Con l’aiuto del Signore e con il supporto e la cura di fratelli e sorelle maturi nella fede si può salvare anche il rapporto più disastrato. Ma non c’è dubbio che la cosa più saggia è fare tutto il possibile per non caderci. Dopotutto il matrimonio è un dono di Dio in cui sono previste le gioie più profonde della vita. Un motivo in più per proteggerlo a tutti i costi!

Il piano di Dio è che marito e moglie si amino con fedeltà, e che il matrimonio sia un esempio dell’amore che Dio ha per la sua chiesa. Preghiamo per il nostro matrimonio, per quello dei nostri fratelli e amici, e curiamoci a vicenda!

I cioccolatini e i fiori difficilmente riescono a salvare un rapporto che sta naufragando, ma piccoli gesti come questi, durante tutto l’anno, fanno sempre piacere e contribuiscono alla buona convivenza. A meno che non si è allergici al cioccolato. 

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