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Impara l'arte

Cominciare bene per finire meglio

Cominciare bene per finire meglio Fotografia di Theron Humphrey

Il buon giorno si vede dal mattino, dice il proverbio.
I primi cinque minuti di un predicatore determinano se ha saputo attirare l’interesse del suo pubblico e se sarà ascoltato o no.

I primi cinque minuti di un film determinano quanti spettatori lo guarderanno fino alla fine.
I primi cinque minuti della presentazione di un prodotto ne determina la vendita.
I primi dieci secondi di uno spot televisivo ne decide l’efficacia.
E i primi cinque o dieci minuti di interazione fra i membri di una famiglia, nei vari momenti della giornata, ne determinano il buon andamento.

Per esempio, come ci si sveglia o si è svegliati?

Uno scrittore si faceva svegliare dal suo servo ogni mattina con queste parole: “Bonjour, Monsieur, vous avez de grandes choses à faire! (Buon giorno, Signore, lei ha delle grandi cose da fare!)”. Appena sentite quelle parole magiche, si buttava giù dal letto. Senza quelle rifiutava di muoversi.
Anche senza la presenza di un servo, se la moglie sveglia il marito con un tocco leggero e un bacio, e se nell’aria c’è un buon profumo di caffè, il risveglio per lui sarà meno faticoso.
Se la mamma entra nella camera dei figli e esclama: “C’è un bellissimo sole oggi. Perfetto per giocare a pallone”, i ragazzi, anche se prima del pallone ci sono la scuola, i compiti e forse la lezione di pianoforte, usciranno da sotto le coperte più volentieri.
Se poi il marito alza un po’ le tapparelle e porta alla moglie una tazzina di caffè appena fatto, la bella addormentata si alzerà col piede giusto.

Come ci si prepara per uscire per andare al lavoro?

Se la camicia di lui è pulita e stirata, l’umore sarà buono.
Se lo zainetto dei ragazzi sarà pronto, non ci saranno scene da tragedia greca, per trovare pennarelli, diari, e libro di letteratura.
Se le chiavi son state messe al posto giusto, non ci saranno corse affannose per trovarle.
Se la mamma dice: “La merenda oggi è speciale, vedrete!” le ore fino alla ricreazione passeranno più in fretta.

Come si rientra in casa?

Se lui commenta sospirando: “Di nuovo broccoletti?”
Se lei lo assale: “Potevi telefonarmi per dirmi che ritardavi!”
Se un figlio torna e si sente dire: “Ma è possibile che tu torni sempre tutto sudato? Lo fai apposta per farmi arrabbiare. Se poi ti viene la tosse chi ti cura sono io, eh?”
Con tanti “se”, vi prometto che il pasto andrà male e il pomeriggio prenderà una brutta piega.

Come si rimedia?

Un po’ di autocontrollo, un po’ di pensiero, accompagnato da un pizzico di gentilezza, quattro ringraziamenti appropriati e una buona dose di comprensione faranno miracoli.