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La Voce del Vangelo


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La VOCE febbraio BIS 2015

Anello aperto

“Jason, vuoi tu prendere in sposa la qui presente Courtney…?” “Sì!”
“Courtney, vuoi prendere in sposo Jason?” “Sì!”

È successo l’estate scorsa negli Stati Uniti in un programma televisivo “Married at first sight” (sposati a prima vista). Come Jason e Courtney, altre due coppie si sono incontrate per la prima volta all’altare per sposarsi a tutti gli effetti con una persona fino ad allora sconosciuta. Sei mesi più tardi una delle tre coppie ha divorziato, le altre due si stanno sforzando a rimanere sposate.

L’ennesima pazzia dagli Stati Uniti? No, è un programma originato in Danimarca, che ora viene esportato anche in altri paesi europei.

Si aggiunge alla lunga serie di programmi in cui uomini e donne vengono incoraggiati a scegliere il compagno o la compagna davanti ai telespettatori come se fosse un gioco. La triste realtà è che dopo ben 18 stagioni televisive di uno di questi programmi, solo due di tutte le coppie formatesi durante le trasmissioni sono ancora sposate.

L’attacco implacabile da parte dei media contro le coscienze del pubblico va avanti da decenni e se ne vedono i risultati ovunque: matrimoni sempre più brevi, famiglie sfasciate, nuove generazioni senza un modello di famiglia tradizionale da seguire.
Quanti di quelli che hanno partecipato a queste trasmissioni erano consapevoli della portata delle conseguenze della loro decisione? Quanti ne avevano valutato con attenzione tutte le implicazioni?
E quanti credenti hanno abboccato la bugia del matrimonio senza vincoli? Quanti ancora si rendono conto di essere parte attiva o passiva di questo smembramento del matrimonio e della famiglia?

La sacralità del matrimonio, nonostante tutto, è stabilito da Dio.


Con questo anello...

La mano tremante di Simona scompariva vicino alla mano di Marco. La mano forte di lui, irrobustita e temprata da tanti anni di lavoro duro come meccanico, era lì pronta a ricevere l’anello. Marco guardava con dolcezza le dita che spingevano l’anello nel suo dito. Le unghie e i calli puliti da 30 minuti di immersione nella candeggina, erano adornati ora dal luccichio dell’anello nuovo.
“Con questo anello confermo la mia promessa.”

Cosa aveva promesso Simona? Con quali parole si potevano riassumere tutte le promesse fatte in anni di amicizia e poi, più ufficialmente, in un anno di fidanzamento in casa?
“Marco, io mi sottometto a te!” Ecco la parola che in un film disperderebbe quella nebbiolina che raffigura i sogni.
Da ora in avanti, dimenticando ogni altro, nella buona e nella cattiva sorte, in povertà e in ricchezza, in malattia e salute, per amarti, ubbidirti e curarti, mi sottometto a te.

Sottomissione. Ecco la parola che descrive l’unico accettabile atteggiamento di una donna che si offre in sposa a un uomo. Nella nostra società di oggi la maggior parte, o quasi la totalità, delle donne si sposa per scelta. È lei che sceglie l’uomo e decide con chi vuole passare la sua vita. La Bibbia specifica che uno degli ingredienti basilari e essenziali di questa scelta è la prontezza a sottomettersi.

Non è una merce di scambio nel baratto giornaliero della convivenza di due persone, ma è un ingrediente fondamentale nel matrimonio.
Sottomissione è molto di più di ubbidienza, molto di più di prontezza di ascoltare o di cedere quando si arriva a casi estremi.

La sottomissione comincia nel momento in cui si fa con gioia qualcosa che non si vuoi fare.
La sottomissione non prevede l’opera di convincimento del compagno, ma parla di un atteggiamento costante e positivo nel rapporto tra marito e moglie.
La risposta normale a una definizione cosi dura è che non è possibile realizzarla e che si sta parlando di atteggiamenti più consoni a coloro che abitavano nelle caverne o sulle palafitte e il cui rapporto era guidato dalla forza della clava.

È impossibile essere coerenti con la Bibbia e dimenticare o omettere questo ingrediente fondamentale per la riuscita di un matrimonio.
La sottomissione è la decisione di mettersi sotto qualcuno. Non è un qualcosa di imposto o forzato, ma è il risultato di una decisione presa con attenzione e con responsabilità nei confronti di un solo uomo, davanti a Dio.

La mano di Marco era abituata a fare lavori duri e pesanti, ora teneva la mano curata e piccolina di Simona ... “Con questo anello confermo la mia promessa.”

Marco da anni amava profondamente Simona. Ora, nel giorno fatidico, quell’anello luccicante confermava e riassumeva anni di promesse.

Quell’anello le diceva: “Simona, da ora in poi, puoi contare sul fatto che io mi sacrificherò per te.
“Io prendo te come mia legittima sposa e, infatti, tu sei la persona per la quale io mi sacrificherò.”

L’esempio di Cristo è chiaro nel Vangelo. Lui si è sacrificato per la sua sposa, la chiesa. Il sacrificio comincia nel momento in cui faccio con gioia quello che mi costa qualche cosa.
Nel matrimonio c’è un costo da pagare e l’idea del sacrificio esprime il fatto che non è piccola la decisione che si prende. Sull’altare del matrimonio l’uomo sacrifica se stesso mettendo al primo posto i desideri della propria moglie.
Si dona per la cura spirituale della sua famiglia, promettendo di esserne la guida morale e spirituale.

La parola sacrificio può sembrare grossa. Ma anche per l’uomo è una scelta consapevole. Non deve sposarsi a tutti i costi! Però deve essere pronto a sacrificarsi, se si sposa.

Le due mani unite nella gioia del matrimonio esigono anche una separazione!

La sottomissione e il sacrificio non sono merci di scambio tra i due coniugi, sono la promessa fatta l’uno all’altro senza ripensamenti di alcun tipo.

E adesso la nuova famiglia si separa da mamma e papà, e da chiunque altro, senza interferenze e senza condizionamenti.

Dio ha detto chiaramente che la nuova coppia deve lasciare padre e madre. La separazione diventa evidente e operante nel momento in cui non si permette ad altri di intromettersi nella nuova real-tà. È compito della moglie proteggere la sua unione dai propri genitori e è compito del marito proteggerla dai suoi.

La sottomissione, il sacrificio e la separazione sono ingredienti necessari per un matrimonio che funziona! Capirlo e praticarlo da subito previene molti problemi evitabili.

Marco e Simona stavano sposandosi forse neanche troppo consapevoli delle implicazioni delle loro promesse. Prima o poi, la vita insieme li porterà a confrontarsi con queste verità bibliche e, con l’aiuto del Signore, potranno riconsiderare gli aspetti che dovranno essere cambiati. Il matrimonio è uno stato meraviglioso, ma dura nel tempo solo se consiste in due persone che si sono sposate con gli occhi aperti e sono attente a non chiuderli neanche dopo.

— Davide Standridge