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La Voce del Vangelo


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La VOCE aprile 2015

MAI LETTO?

Hai mai letto i libri scritti dall’uomo più intelligente che sia mai vissuto sulla terra? Sai chi è?
Ne ha scritti diversi, pieni di buon senso e anche di riflessioni di grande valore su Dio, le sue opere, e come avere una giusta relazione con Lui.

Parlo di re Salomone. Tre dei suoi libri fanno parte della Bibbia. In uno di essi, Ecclesiaste, spiega con sincerità e chiarezza il suo tentativo di capire quale fosse il valore dell’esistenza umana, e in che cosa consiste la vera felicità. Le sue conclusioni sono non solo interessanti, ma soprattutto vere. Se applicate e messe in pratica, sono la chiave per una vita equilibrata e di grandi soddisfazioni. Eppure, molte persone trascurano questo libro perché lo trovano strano, non lo capiscono e non hanno la pazienza o la certezza del suo valore, qualità necessarie per leggerlo con cura.

Maria Teresa era venuta a sapere che molte donne non avevano mai nemmeno provato a leggerlo (e come loro, forse, neanche i loro mariti). Lei, al contrario, l’aveva trovato un libro interessantissimo e utile, pieno di scoperte diametralmente opposte alle opinioni moderne. Perciò, ha scritto il libro che ti vorrei presentare meglio e raccomandarti nelle pagine che seguono.


Una vera sorpresa non affatto sorprendente!

Prima di ogni altra cosa, è assolutamente necessario un avvertimento: il libro di Maria Teresa de Giustina “L’Ecclesiaste – Dalla vanità alla verità, le confessioni di un edonista” è una vera sorpresa per chi conosce gli altri suoi libri. In quei testi, scritti su argomenti terra-terra e pieni di racconti e osservazioni di natura molto pratica, qualunque lettore o lettrice riconosce facilmente la persona e il carattere dell’autrice.
Il titolo di quest’opera, invece, sembra presupporre che si tratti di un libro di studio biblico e di spiegazione del testo, e potrebbe far pensare che questa volta Maria Teresa, purtroppo, sia uscita dal seminato volendo forse diventare professoressa di teologia. Niente di più sbagliato! 

Lo snodarsi dei dodici brevi capitoli, divisi per argomenti, e delle inaspettate undici brevi “Appendici”, rivelerà che questo libro è pura “Maria Teresa”. Le sue osservazioni e applicazioni su ogni pagina sono più che praticabili oggi, e inducono a un esame onesto della propria vita, tanto che la “sorpresa” del titolo porta ad un contenuto non per niente sorprendente. Ma sempre degno di attenta e gioiosa lettura.

E c’è molto di più! La vera sorpresa è che chi non comprerà e seguirà il libretto di Maria Teresa, “Guida allo studio di Ecclesiaste”, preparato da lei per accompagnare, ampliare e approfondire la lettura del libro, perderà un preziosissimo tesoro di riferimenti al Nuovo Testamento sugli insegnamenti di Gesù e degli Apostoli che illuminano in modo pratico il testo, apparentemente complicato, dell’antico Predicatore Salomone.

Come tutti sanno ormai, i libri di Maria Teresa possono essere letti, studiati e meditati con grande profitto sia da soli nella propria “cameretta”, sia con altre persone in gruppo, dove rispondere alle domande per la discussione rivela la vera potenzialità della guida allo studio. Sono stati apprezzati da centinaia di donne che li hanno usati nei loro incontri, di credenti e non, e hanno acquisito nuovi tesori di verità studiandoli insieme.


i «meglio» di salomone

Il rimprovero
“Meglio il rimprovero di un saggio che la canzone di uno sciocco, che dura come un focherello sotto la pentola” (Ecclesiaste 7:5,6). Qualcuno mi ha chiesto di quale canzone si poteva trattare. Una satira? Una lode? Una canzone d’amore? Onestamente non ne ho la minima idea. Forse i cantautori del tempo di Salomone assomigliavano a quelli di oggi e, allora, si capisce la valutazione negativa.

Le false speranze
“Vale meglio la fine di una cosa che il suo principio e la pazienza vale meglio dell’orgoglio” (v. 8). Quando un avvenimento o un episodio è concluso è più facile farne una valutazione equilibrata. A volte, qualcosa sembra molto buono e promettente e poi finisce in una deludente bolla di sapone. A questo proposito, i politici fanno testo. Promettono e non mantengono e troppo spesso sono spinti dall’orgoglio e dal desiderio di potere. Oppure dall’illusione di riuscire a cambiare la società. Salomone stesso ha scritto: “Molta gente vanta la propria bontà, ma un uomo fedele chi lo troverà?” (Proverbi 20:6). No comment.
In questi “meglio” c’è molta saggezza e anche molto realismo malinconico. Specialmente l’affermazione che la pazienza vale meglio dell’orgoglio, se fosse creduta e applicata, ci sarebbero meno problemi, meno liti, meno dissapori e tristezze nelle famiglie e nelle chiese (questo soggetto è esaminato più a fondo nella “Guida allo studio”).
Nel capitolo 9 ci sono altri “meglio”, molto significativi, che riguardano le qualità della saggezza.

“La saggezza val meglio della forza” (v. 16). Una persona saggia, di solito sa controllarsi e dominare i suoi impulsi. Sempre Salomone ha scritto: “Chi è lento all’ira vale più del prode guerriero e chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città”; per contro, “L’uomo che non ha autocontrollo è una città smantellata, priva di mura” (Proverbi 16:32 e 25:28).
Un genitore che guida la sua famiglia con fermezza amorevole vedrà grossi risultati nella condotta dei suoi figli. Che rispetto potrebbero avere dei figli per un padre che urla e sgrida tutto il tempo e sembra incapace di dire loro una parola di lode e incoraggiamento? “Le parole dei saggi ascoltate con tranquillità, valgono meglio degli strepiti di chi domina gli stolti” (v. 17). Spesso si pensa che chi grida di più abbia ragione. Non è vero. Chi grida, di solito è arrogante e orgoglioso.
Anche ascoltare con tranquillità è difficile (guardate una tavola rotonda in TV, se non ci credete!).
Mettiamoci una mano sulla coscienza: una caratteristica femminile, poco apprezzata anche da mio marito quando la nota in me, è proprio quella di interrompere chi parla per esprimere opinioni, contraddire e ribattere. Amiche care, facciamoci attenzione!

“La saggezza vale più degli strumenti da guerra” (v. 18). Le armi impongono. La sapienza ragiona.
Io trovo interessante, nel libro degli Atti, osservare il buon senso di alcuni funzionari romani. Nella città di Efeso, per esempio, in seguito alla predicazione del Vangelo, che aveva portato risultati evidenti di ravvedimento e conversioni, scoppiò un grosso tumulto fra i pagani.
Alcun artigiani che fabbricavano statuette e immagini della dea Diana, patrona della città, e che ci guadagnavano non poco, sobillarono i loro compagni e la folla contro i cristiani, in nome della loro devozione alla dea (e spinti, soprattutto, dalla paura di perdere i proventi del loro commercio). Il disordine stava rischiando di trasformarsi in una grave sommossa.
Ecco come un “segretario”, certamente un funzionario romano, calmò la situazione.
Disse da abile politico, che nessuno dubitava dell’importanza dell’immagine della dea Diana, caduta dal cielo, ma esortò gli artigiani a darsi una calmata e non fare niente di precipitoso.
Affermò che c’erano tribunali e proconsoli che potevano risolvere ogni situazione, assemblee regolari a cui rivolgersi, senza rischiare di essere accusati di sedizione. Poi, con la calma, sciolse l’assemblea e l’ordine fu ristabilito. Bello! (Il racconto completo si trova nel capitolo 19 del libro degli Atti).
Tratto da L’Ecclesiaste, pagg. 68-70

L'Ecclesiaste

 L'Ecclesiaste GUIDA ALLO STUDIO













L'ECCLESIASTE - Dalla vanità alla verità
Le confessioni di un edonista

di Maria Teresa Standridge de Giustina
ISBN: 978-88-96129-19-7
Pagine 128
Euro 10,50 + spese postali

GUIDA ALLO STUDIO L'Ecclesiaste - Dalla vanità alla verità

di Maria Teresa Standridge de Giustina
ISBN 978-88-96129-20-3
Pagine 72
€ 6,00 + spese postali

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