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Il problema del male e della sofferenza

La Bibbia spiega come il male e il dolore siano entrati nel mondo e quale sia stata la loro prima origine.

Il profeta Isaia (cap. 14) ed il profeta Ezechiele (cap. 28) indicano che in un tempo indeterminato uno splendido cherubino si è ribellato all’autorità di Dio e per questo è stato allontanato dal cielo in cui dimorava. Questo cherubino, Lucifero, è diventato Satana, il quale, insieme con gli angeli che lo seguirono, continua ora una lotta senza quar­tiere contro Dio.

Adamo ed Eva furono creati innocenti e liberi e Dio li fece a sua immagine e somiglianza, con capacità di amare, pensare, volere, scegliere. Perchè sviluppassero queste qualità, Dio li fece marito e moglie, diede loro il giardino da custodire, gli animali da governare, e mise anche alla prova la loro volontà e la loro obbedienza vietando loro di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male.

Satana intervenne tentando la donna, che credette alla tentazione, mangiò del frut­to e indusse anche il marito a partecipare al peccato. In quel momento di disubbidienza il peccato entrò nell'umanità. Dio dovette cacciare e punire Adamo ed Eva e dai loro figli in poi tutti gli uomini nascono con una natura malvagia che li predispone al peccato. Un figlio di Adamo ed Eva fu omicida, più tardi iniziarono le guerre, gli odi, le rivolte fino al giorno d’oggi. E con il peccato anche la sofferenza e la morte entrarono nel mondo.

Nel suo piano originale, Dio non aveva predisposto che le sue crea­ture dovessero soffrire. Il primo peccato, seguito dal peccato di ogni uomo, ha modificato il suo piano divino. Dio permette che il male e il dolore, le guerre, le vendette, l’ingiustizia regnino per ora nel mondo e può servirsi anche del dolore per i suoi fini d’amore.

Poiché, come abbiamo detto, il risultato naturale del peccato è la sofferenza, Dio, per porre rimedio ad esso, ha mandato il suo Figlio sulla terra, perfettamen­te uomo e perfettamente Dio, a caricarsi di tutti i nostri peccati sulla croce. Dio stesso ha sofferto al nostro posto. Adesso chi accetta personalmente questo sacrificio è salvato, secondo le promesse della Scrittu­ra.

Non possiamo dunque dire che Dio resta indifferente davanti al male e al dolore, dopo che è intervenuto con tanta potenza sopra la croce del Golgota. Là Gesù ha vinto Satana, la causa di tutti i mali. Da allora in poi, la lotta tra le due potenze continua. Continua nel mondo intero, nel cuore di ogni uomo, fino a che un giorno Satana verrà sconfitto definiti­vamente ed un nuovo ordine di pace e di giustizia sarà stabilito sulla terra, e coloro che avranno obbedito a Dio e accettato Cristo ne godranno (A­pocalisse 20 e 21).